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CONCORSO PER TESI DI LAUREA: II° PREMIO “GIOVANNI URBANI”

Autore: Comunicato Stampa
data: 04.03.2010



RICERCA STORICA E SCIENTIFICA PER CONOSCERE E LIMITARE LE CAUSE DI DEGRADO E PER PROMUOVERE LE CONDIZIONI DELLA DURABILITÀ DEI MATERIALI DI STORIA E D'ARTE

1. In memoria di Giovanni Urbani (dal 1973 al 1983 direttore dell'Istituto Centrale per il Restauro, oggi: Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro) – grazie al contributo della FONDAZIONE ASM e del COMUNE DI BRESCIA – l’ISTITUTO MNEMOSYNE bandisce il II° Premio Giovanni Urbani per tesi di laurea dedicate ai problemi culturali e scientifici della durabilità dei materiali di storia e d'arte, considerati nei contesti storici e ambientali delle loro collocazioni.
2. Per il quinquennio 2010-2014, a partire dall'Anno Accademico 2009-10, il Premio Giovanni Urbani assegna, ogni anno un premio da € 1.000,00 (Euro mille/00) per una tesi di laurea discussa, in qualsiasi Università o Scuola di Alta Formazione attive in Italia, nei cinque anni Anni Accademici che si completeranno con l'emissione del Bando per l'Anno Accademico in corso: per questo II° Premio, l'Anno Accademico 2009-10 (quindi per il quinquennio iniziato con l'Anno Accademico 2005-06).
3. Saranno ammesse a concorso le tesi che – con indagini, documentazioni e proposte scientificamente fondate per manifestare il contributo della ricerca storica e della ricerca scientifica funzionali a promuovere le condizioni della protezione dai fattori di degrado per la durabilità dei materiali di storia e d’arte nei contesti ambientali delle rispettive collocazioni – consentano di ampliare, approfondire e certificare le conoscenze attinenti:
3.1. le cause dei fattori (chimici, fisici, biologici, ambientali, antropici, strutturali) che – nei diversi ambienti – compromettono lo stato di conservazione dei materiali di storia e d’arte;
3.2. i danni causati dai molteplici fattori di degrado sui diversi materiali costitutivi del patrimonio storico;
3.3. i processi necessari a promuovere le condizioni ritenute più funzionali alla limitazione dei fattori che – nei diversi ambienti –incrementano il continuo degrado dei materiali di storia e d’arte;
3.4. gli orientamenti che la ricerca indica come prioritari per la salvaguardia del patrimonio storico, al fine di incrementare le più favorevoli “condizioni della durabilità” dei diversi materiali di storia e d’arte nei contesti ambientali delle rispettive collocazioni;
3.5. la storia della cultura e della pratica della conservazione che evidenzi i contributi critici che, affinando la teoria del restauro, hanno contri- buito alla prospettiva della nuova teoria della durabilità dei materiali di storia e d'arte, implicita anche nelle “proposte disperse” di Giovanni Urbani.
4. L’Istituto Mnemosyne assicura l’informazione e l’assistenza necessarie per favorire la partecipazione al Premio.
5. I partecipanti al II° Premio Giovanni Urbani dovranno far pervenire i testi delle loro Tesi entro – e non oltre – il 30 Aprile 2011.
6. Mediante lettera raccomandata, con ricevuta di ritorno, indirizzata a: II° Premio Giovanni Urbani, c/o “Istituto Mnemosyne – Via Oberdan, 10 – 25128 Brescia”, ogni partecipante dovrà inviare due copie ciclostilate e tre CD che riproducano il testo (con gli eventuali allegati) della tesi con la quale, avendo conseguito una Laurea (o un titolo equipollente) concorrono al II° Premio Giovanni Urbani.
7. Ogni partecipante al concorso dovrà accompagnare la propria tesi con il giudizio su di essa formulato dalla Commissione di Laurea.
8. Le tesi pervenute saranno valutate dal Comitato Scientifico dell’Istituto Mnemosyne, che, insindacabilmente, emetterà il suo responso entro il 15 Settembre 2011.
9. L'Istituto Mnemosyne, sentiti gli autori, si riserva l'opportunità di inserire, nel proprio Sito internet, le Tesi ammesse al II° Premio Giovanni Urbani.
10. Nel pomeriggio di Sabato 2 Ottobre 2011 in Palazzo Loggia – dopo il saluto dei titolari bresciani della politica per la cultura del territorio e dei responsabili nazionali della politica per la ricerca e per la tutela per i materiali di storia e d'arte – i premi saranno assegnati dai dirigenti degli organismi promotori del II° Premio Giovanni Urbani.
Brescia, 25 Febbraio 2010

COMUNICATO STAMPA
MILLE EURO A UNA TESI DI RICERCA
PER LA DURABILITÀ DELL'ARTE

Grazie al sostegno della Fondazione ASM, l'Istituto Mnemosyne bandisce
il II° Premio “Giovanni Urbani” per una Tesi di Laurea dedicata alla ricerca (storica e scientifica) necessaria a conoscere e limitare le cause di degrado e a promuovere le condizioni della durabilità dei materiali di storia e d'arte
A cominciare da dall'Anno Accademico 2009-10 e fino all'Anno Accademico 2013-14, il Premio “Giovanni Urbani” renderà disponibili 1000,00 (mille/00) Euro ogni anno per Tesi di Laurea dedicate alla ricerca per la durabilità dell'arte.
Anche se poco considerato, è dal 1980 che a Brescia si sviluppano riflessioni e confronti che (se ne veda l'elenco all'Allegato 1) hanno quale oggetto le proposte maturate dall'Istituto Centrale per il Restauro (oggi: Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro) nel decennio della Direzione di Giovani Urbani (1973-83). Riflessioni che erano cresciute con il nome di “Programma Durabilità”, per assumere, poi, il nome “Arte in salute” e, infine dal 2005, denominate “Ecologia per l'arte”, esplicitando anche che erano svolte “in memoria di Giovanni Urbani”.
Il richiamo a Giovanni Urbani non è casuale perché riferito soprattutto alle sue “pro- poste disperse”, che costituiscono la seconda parte del suo libro postumo “Intorno al restauro”, edito da Skira nel 2000. Non solo, come è noto, Giovanni Urbani ha il merito di avere impegnato l'Istituto Centrale per il Restauro a elaborare “piani pilota” altamente innovanti. Basterà citare quello per la “conservazione programmata dei beni culturali in Umbria” (1974-76), quello per gli “studi sullo stato di conservazione della Cappella degli Scrovegni in Padova” (1978-79) e quello per la “protezione del patrimonio monumentale dal rischio sismico” (1981-83).
L'importante serie delle iniziative bresciane sopra citate, dal 2007 si è arricchita del primo Bando per il “Premio Giovanni Urbani” per Tesi di Laurea dedicate alla ricerca (storica e scientifica) necessaria a conoscere e limitare le cause di degrado e a promuovere le condizioni della durabilità dei materiali di storia e d'arte.
In questo 2010, l'Istituto Mnemosyne può riproporre il Premio “Giovanni Urbani e, grazie soprattutto alla sensibilità della Fondazione ASM, può dotarlo di un premio di mille Euro per una Tesi discussa, in qualsiasi Università o Scuola di Alta Formazione attive in Italia, nei cinque anni Anni Accademici (2005-2009) che si completano con l'emissione del Bando per l'Anno Accademico attualmente in corso (2009-10).

Il valore di questo Premio, significativamente intitolato a Giovanni Urbani, sta nel privilegiare la “ricerca per la durabilità”. Che è ricerca che si differenzia dalla ricerca per il restauro. Infatti, la ricerca per la durabilità privilegia le indagini attinenti le condizioni ambientali e antropiche degli ambienti caratterizzati dalla presenza di opere d'arte. Sono tali condizioni, infatti, a compromettere lo stato di conservazione dei materiali di storia e d'arte. Si tratta, quindi, di nuovi ambiti e nuovi processi di ricerca, orientati a rendere possibile la conservazione dell'arte, pur limitando il più possibile l'intervento diretto sulle singole opere. Ricerca per prevenire il degrado, in modo da non dover continuamente sottoporre le opere d'arte a sempre più ravvicinati “ri-restauri, sempre più complessi e onerosi. Si ratta di ricerca che persegue almeno un duplice obiettivo:
- incrementare le conoscenze circa l'origine, la composizione e i processi di diffusione delle cause di degrado nei diversi ambienti qualificati dalla presenza di opere d'arte o che siano essi stessi opere d'arte, come è il caso di molte architetture;
- rendere evidenti gli effetti delle interazioni tra le condizioni (di: temperatura, umidità, pressione, illuminazione, inquinanti, modi d'uso) degli ambienti d'arte e il degrado dei diversi materiali costitutivi delle opere d'arte ivi presenti (materiali diversi per composizione, per indici di dilazione e di assorbimento, per reazione alle radiazioni luminose, oltre che per aggredibilità degli inquinanti e dei molteplici microrganismi portati dalle persone e dagli scambi aerei con l'esterno).
Il testo del Bando è consultabile in www.istituto-mnemosyne.it e in www.fondasm.it.
I promotori del Premio “Giovanni Urbani” si augurano che siano sempre più numerose le Facoltà Universitarie e i Centri di Alta Formazione che assegnano Tesi dedicate alle condizioni della durabilità dell'arte.
Le Tesi partecipanti al II° Premio Giovanni Urbani dovranno pervenire all'Istituto Mnemosyne (25128 Brescia – Via Oberdan, 10) entro – e non oltre – il 30 Aprile 2011.
Le Tesi pervenute saranno valutate dal Comitato Scientifico di Mnemosyne che esprimerà i suoi giudizi insindacabili entro il 15 Settembre 2011.
Nel pomeriggio di Sabato 2 Ottobre 2011 in Palazzo Loggia – dopo il saluto dei titolari bresciani della politica per la cultura del territorio e dei responsabili nazionali della politica per la ricerca e per la tutela per i materiali di storia e d'arte – i premi saranno assegnati dai dirigenti degli organismi promotori del II° Premio Giovanni Urbani.
L'Istituto Mnemosyne (info@istituto-mnemosyne.it Tf. 3298642280) è a disposizione per ogni eventuale chiarimento.

ALLEGATO 1.
BRESCIA: PROTAGONISTA
DELLA “CULTURA DELLA DURABILITÁ”
DEL PATRIMONIO DEL “MUSEO ITALIA”

È dall'inizio degli Anni '80 del '900 che, a Brescia, si opera per rifondare e diffondere la “cultura della durabilità” del patrimonio del “Museo Italia” proposta fin dal 1975 dall'Istituto Centrale per il Restauro1 (ora ISTITUTO SUPERIORE PER LA CONSERVAZIONE E IL RESTAURO).
Cominciò la SCUOLA REGIONALE ENAIP PER LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI (istituita nel 1969 dalle ACLI bresciane nell'ex Monastero della Trinità in Botticino). Dopo il 1986 ne raccolse il testimone prima – tramite la “Cooperativa del Laboratorio”, che era nata proprio nell'ambito delle attività dell'ex Monastero della Trinità – la FEDERAZIONE LOMBARDA DELLE COOPERATIVE CULTURALI aderenti
a Confcooperative, poi (tra il 1996 e il 2002) la SCUOLA SUPERIORE PER L'IMPRENDITIVITÀ DEI SERVIZI CULTURALI, Istituita dalla Fondazione Civiltà Bresciana, quindi (tra il 2002 e il 2005) la Cooperativa CULTURA IMPRENDITIVA e, ora (dal 2005) l'ISTITUTO MNEMOSYNE2.
Con l'obiettivo di incentivare cultura adeguata a manifestare sempre che la specificità della conservazione delle opere d'arte consiste nel saper far durare più a lungo un materiale senza che si degradi e nel saper eliminare in anticipo quei fattori e quegli elementi che possono favorire direttamente o indirettamente la distruzione (rapida o lenta, a seconda dei casi) delle opere d'arte3, gli organismi citati hanno promosso:

1) 1980: SCUOLA REGIONALE ENAIP PER LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI, Corso di Aggiornamento per restauratori: Il degrado indotto dai fattori ambientali nelle opere d'arte.
2) 1982: SCUOLA REGIONALE ENAIP PER LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI, Seminario (in collaborazione con:  ASSOCIAZIONE EUROPEA DELLA FABBRICHE DELLE CATTEDRALI, UFFICIO STUDI DEL MINISTERO DEI BENI CULTURALI, CENTRO EUROPEO DI FORMAZIONE E AGGIORNA-MENTO PER LA MANUTENZIONE DEGLI EDIFICI STORICI): Perché manutenzione e prevenzione non sono richieste quanto i restauri?  
3) 1984: SCUOLA REGIONALE ENAIP PER LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI, Collana “Dispense di scienze della conservazione”: L'azione degli agenti microbiologici sulle opere d'arte, di Claudia Sorlini, Edizioni del Laboratorio4.
4) 1985: SCUOLA REGIONALE ENAIP PER LA VALORIZZAZIONE DEI BENI CULTURALI, Collana “Dispense di scienze della conservazione”: Fattori microclimatici e conservazione dei beni artistici, di Dario Camuffo e Adriana Bernardi, Edizioni del Laboratorio.
5) 1986: FEDERAZIONE LOMBARDA DELLE COOPERATIVE CULTURALI, presso la cosiddetta “Scuola di Botticino” tiene il Convegno Cooperazione e Beni Culturali, che riprendendo le indicazioni del Piano Umbria, sviluppò anche alcune proposte operative per le modalità di azione e di formazione per l'avvio dei processi della manutenzione preventiva per la durabilità dei materiali di storia e d'arte5.
6) 1992: FEDERAZIONE LOMBARDA DELLE COOPERATIVE CULTURALI, presso la Sede di Brescia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, tiene il Seminario Università, ricerca  e nuove professionalità per la durabilità dell'arte6
7) 1996:  SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA detta “PER L'IMPRENDITIVITÀ DEI SERVIZI CULTURALI”, Corso FSE di 900 ore per diplomati e laureati: Cultura dei territori storci.
8) 1997:  SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Corso FSE di 700 ore per diplomati e laureati: Direzione e progettazione degli interventi sull'edilizia storica.
9) 1998: SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Corso FSE di 900 ore per diplomati e laureati: Tecnici della durabilità dei materiali di storia e d'arte.
10) 1999: SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Corso FSE di 900 ore per diplomati e laureati: La valorizzazione museale dei paesaggi umanizzati.
11) 1999:  SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Master di Alta Formazione (corso FSE di 300): La diagnostica per la protezione delle opere d'arte dai fattori di degrado.
12) 2000: SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Corso FSE di 700 ore per diplomati e laureati: Tecnici delle Analisi scientifiche per la Conservazione delle Opere d’Arte.
13) 2001: SCUOLA SUPERIORE  DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Corso di 200 ore per laureati: I processi della “Carta del rischio del patrimonio culturale”.
14) 2001: SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Seminario del “Programma Durabilità”: Esperienze di manutenzione nelle Fabbriche delle Cattedrali Europee.
15) 2001: SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Seminario del “Programma Durabilità”: Progettare il restauro: il prima e il dopo.
16) 2001: SCUOLA SUPERIORE PER L'IMPRENDITIVITÀ DEI SERVIZI CULTURALI, Seminario (in collaborazione con l'Associazione Italiana Prove non Distruttive) del “Programma Durabilità”: Introduzione ai problemi della diagnostica non distruttiva per la conservazione del patrimonio culturale del Museo Italia.
17) 2002: SCUOLA SUPERIORE DELLA FONDAZIONE CIVILTÀ BRESCIANA, Corso FSE di 700 ore per diplomati e laureati: Modalità e tecniche della fruizione museale.
18) 2003: Cooperativa CULTURA IMPRENDITIVA, Seminario (per conto della Comunità Montana di Valle Sabbia) del Progetto “Arte in salute”: Antiche rocche militari, da strumenti di guerra a spazi di dialogo per la cultura delle nuova Europa: esperienze di recupero e di nuova utilizzazione.
19) 2004: Cooperativa CULTURA IMPRENDITIVA, Seminario del Progetto “Arte in salute”: Lo stato della ricerca per la riduzione del degrado prodotto dagli inquinanti sul patrimonio storico.
20) 2005: ISTITUTO MNEMOSYNE, edizione (in accordo con il “Centro di Studio e Ricerca dell'Università degli Studi di Brescia per la conservazione e il Recupero dei Beni ambientali e architettonici”) della ricerca I fattori ambientali che incrementano il degrado dei materiali di storia e d'arte della Valle del Garza.
21) 2006: ISTITUTO MNEMOSYNE, Prima Serie degli Incontri dedicati a Le parole della Salvaguardia: CONOSCERE PER CONSERVARE. 1. La salvaguardia nei progetti europei di ricerca; 2. Il controllo dei fattori di degrado; 3. Ricerca storica  e ricerca scientifica per la salute dell'arte; 4. Quale salvaguardia per i territori storici?
22) 2006: ISTITUTO MNEMOSYNE (in accordo con il “Centro di Studio e Ricerca  dell'Università degli Studi di Brescia per la conservazione e il Recupero dei Beni ambientali e architettonici”), Nardini edita a Firenze il volume curato da Ruggero Boschi e Pietro Segala: Codici per la conservazione del patrimoni storico: cento anni di riflessioni “grida” e “carte”.
23) 2007: ISTITUTO MNEMOSYNE, Seminario del Progetto “Ecologia per l'arte”: Quale ricerca storica e scientifica per la durabilità del patrimonio storico del Museo Italia?
24) 2007: ISTITUTO MNEMOSYNE,  Primo Bando per il Premio Giovanni Urbani: Cultura e scienza per la durabilità dei materiali di storia e d'arte.
25) 2007: ISTITUTO MNEMOSYNE, Elaborazione del progetto per dotare le Provincie di un apposito “Centro di Analisi Scientifica per l'Arte” (la C.A.S.A. delle Provincie per la salvaguardia dei materiali di storia e d'arte).
26) 2008: ISTITUTO MNEMOSYNE, Seconda Serie degli Incontri dedicati a Le parole della Salvaguardia: NON SOLO RESTAURO: ANZITUTTO PREVENZIONE E MANUTENZIONE. 1. Il recupero di Palazzo Pirelli a Milano; 2. Associazioni, editori e riviste per la salvaguardia del patrimonio storico: tre esempi; 3. L'esperienza delle Fabbricerie per la manutenzione degli antichi edifici ecclesiastici; 4. Quali materiali per la manutenzione?
27) 2008: ISTITUTO MNEMOSYNE, Seminario del Progetto “Ecologia per l'arte”: Dalla riduzione delle cause di degrado alla promozione delle condizioni della durabilità dei materiali di storia e d'arte: ricerche e sperimentazione. Premiazione delle Tesi di Laurea partecipanti al I° Premio “Giovanni Urbani”.
28) 2009: ISTITUTO MNEMOSYNE, per conto dell'ALTA SCUOLA PER L'AMBIENTE istituita dall'UNIVERSITÀ CATTOLICA DEL SACRO CUORE nella sede di Brescia: Ecologia per l'arte. Una introduzione in memoria di Giovanni Urbani.
29) 2009: ISTITUTO MNEMOSYNE (in collaborazione con KERMES), Seminario svolto in occasione dei “Saloni dell'arte e del restauro” di Firenze e Venezia: In memoria di Giovanni Urbani: esperienze di conservazione preventiva.
30) 2010: ISTITUTO MNEMOSYNE,  Secondo Bando per il Premio Giovanni Urbani: Cultura e scienza per la durabilità dei materiali di storia e d'arte.

1 Cfr.: ICR, Piano pilota per la conservazione programmata dei beni culturali in Umbria, 2 volumi ciclostilati (più una cartella di carte tematiche), Roma, TECNECO, 1976.
Cfr.: GIOVANNI URBANI, Intorno al restauro, Milano, Skira, 2000 (particolarmente la seconda parte, intitolata : Proposte di- sperse, che (alle pagg. 103-144) raccoglie le indicazioni formulate negli anni (1973-83) nei quali l'autore dirigeva l'ICR)
2 La sintesi dei progetti ipotizzati e la composizione degli Organi dell'Istituto Mnemosyne sono riportati all'Allegato 2.
3 Pietro Segala, Restauro, Scienza, Conservazione. Sta in: Claudia Sorlini, L'azione degli agenti microbiologici sulle opere d'arte, Brescia, Edizioni del Laboratorio, 1984.
4 Le Edizioni del Laboratorio sono state le editrici ufficiali della cosiddetta “Scuola di Botticino” dal 1980 al 1986.
5 Cfr.: Pietro Segala, Una nuova cultura per la conservazione delle opere d'arte, Brescia, Edizioni del Laboratorio, 1986.
6 Cfr. il volume degli Atti edito dalla Fondazione Civiltà Bresciana nel 1994.

Lo schematico elenco sopra esposto non sarebbe completo se non si richiamassero almeno i più significativi Istituti che (grazie alle interazioni del Comitato Scientifico di Mnemosyne) hanno favorito e orientato un così intenso lavoro di approfondimento e di divulgazione:
a) Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (già: Istituto Centrale per il Restau- ro), Roma.
b) Opificio delle Pietre Dure, Firenze.
c) Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del patrimonio archivistico e librario, Roma.
d) Laboratorio di Fisica dell'Ambiente dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia.
e) Laboratorio di Archeometria dell'Università degli Studi, Brescia.
f) Istituto del CNR per le Scienze dell'Atmosfera e del Clima, Padova e Bologna.
g) Associazione “Giovanni Secco Suardo”, Lurano (BG).
h) Istituto del CNR per la Conservazione e la Valorizzazione Beni Culturali, Firenze e Mila- no.
i) A.R.P.A. Lombardia, Brescia e Milano.
Alcuni dei risultati conseguiti in questi anni si trovano in www.istituto-mnemosyne.it
Dal 2007, ogni numero di KERMES (l'importante rivista scientifica edita a Firenze da Nardini), nella Rubrica “Cultura dei Beni Culturali”, riporta notizia delle iniziative che l'Istituto Mnemosyne promuove per la promozione e la diffusione della cultura e della ricerca per la durabilità del patrimonio del Museo Italia.
Brescia, Febbraio 2010

ALLEGATO 2.
ISTITUTO MNEMOSYNE
APPUNTI ESPLICATIVI
Sintesi del testo pubblicato alle pagg. 22-24 del n. 67-68/2007 di “KERMES, la rivista del restauro”, edita a Firenze da Nardini Editore.  
j) MNEMOSYNE, ISTITUTO PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO STORICO, è associazione volontaria di operatori culturali costituita il 28 Aprile 2005 con Atto del Notaio Francesco Bonardi registrato l’11/05/2005; per Statuto è condotta da un Consiglio Direttivo7 che si avvale dell’apporto di un qualificato Comitato Scientifico8.
k) L’ipotesi di avviare l’Associazione MNEMOSYNE, ISTITUTO PER LA SALVAGUARDIA DEL PATRIMONIO STORICO è maturata grazie alla riflessione sulle proposte di Giovanni Urbani9; proposte dallo stesso più volte ribadite, come risulta dai suoi scritti10.
7Il Consiglio Direttivo è attualmente costituito da: CARLO MINELLI (Università degli Studi, Brescia; Presidente); MARIA CHIESA (Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia; Vicepresidente); CARLOTTA COCCOLI (Università degli Studi, Brescia); ALBERTO RONCHI (Editrice Morcelliana, Brescia); EMILIO SALVATORE (Architetto, Brescia); FAUSTO SIMEONI (Commissione diocesana per i beni culturali ecclesiastici, Brescia); PIETRO SEGALA (già direttore della Scuola ENAIP di Restauro con sede in Botticino,
prima, e, poi, coordinatore della Fondazione Civiltà Bresciana, partecipa con voto consultivo in qualità di Direttore dell’Istituto e Segretario dei suoi Comitati).
8Il Comitato Scientifico è formato da: RUGGERO BOSCHI (già Ispettore Centrale del Ministero dei Beni Culturali; Presidente); ANTONIO BALLARIN DENTI (Università Cattolica del Sacro Cuore, Brescia); ACHILLE BONAZZI (Università degli Studi, Parma;
Direttore dell’Ufficio Diocesano per i Beni Culturali, Cremona); ALFREDO BONOMI (Fondazione Civiltà Bresciana); DARIO CAMUFFO (CNR, Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima, Padova); IVO PANTEGHINI (già Direttore del Museo Diocesano di Brescia; Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa, Città del Vaticano); LANFRANCO SECCO SUARDO (Associazione “Giovanni Secco Suardo”, Lurano, BG); VALENTINO VOLTA (Università degli Studi, Brescia).
9Di Giovanni Urbani, ci si permette di riportare – con qualche evidenziazione in neretto – alcune righe della premessa, redatta nel 1975, al cosiddetto “Piano Umbria” (ossia: il PIANO PILOTA PER LA CONSERVAZIONE PROGRAMMATA DEI BENI CULTURALI IN UMBRIA). Premessa nella quale, tra l’altro (come si può leggere anche a pag. 104 dell’antologia dei suoi scritti: INTORNO AL RESTAURO, a cura di Bruno Zanardi, Milano, Skira, 2000),  è scritto che, del grande e progressivo incremento dei restauri, non importa tanto sottolineare che, anche sotto il solo aspetto quantitativo, esso è di certo assai lontano dal coprire le necessità, quanto piuttosto che ne è ancora più lontano per la qualità degli effetti che riesce ad ottenere. Infatti, mentre oggi i fenomeni di deterioramento investono l’insieme del patrimonio, e richiederebbero quindi un’azione conservativa dimensionata e portata su tale insieme, la maniera prevalente di operare continua ad essere strumentale al recupero del singolo bene, come se ad occasionarla fossero tut- tora delle scelte di gusto e non l’emergenza sempre più frequente dei danni. In altre parole, mentre il problema della conservazione oggi si pone sul piano della globalità del patrimonio da conservare, le tecniche a disposizione non incidono minimamente su questo piano, e non perché non possano, almeno in teoria, trattare uno ad uno tutti i beni facenti parte del patrimonio da conservare, ma proprio perché, anche se riuscissero a tanto, per la loro intrinseca natura non otterrebbero che di migliorare la situazione sotto il profilo estetico, lasciandola del tutto immutata (nel migliore dei casi) sotto quello conservativo. (...) Il problema è però che in ogni caso, anche con la migliore delle tecniche, il restauro rimane pur sempre un intervento post factum, cioè capace tutt’al più di riparare un danno, ma non certo d’impedire che si produca né tanto meno di prevenirlo.
10Tra gli scritti di Giovanni Urbani pare opportuno richiamare, oltre la citata introduzione al “Piano Umbria”, anche la “Presentazione” al volume del BOLLETTINO D’ARTE del Ministero dei Beni Culturali a Ambientali (Anno LXIII, Serie speciale, n. 2, Roma, Poligrafico dello Stato, 1982, pag. 7), che – con il titolo GIOTTO A PADOVA – riportava le indagini scientifiche promosse dall’Istituto Centrale per il Restauro, e dallo stesso coordinate, per conseguire probanti e esaurienti STUDI SULLO STATO DI CONSERVAZIONE DELLA CAPPELLA DEGLI SCROVEGNI IN PADOVA: (...) Ogni restauro, indipendentemente dalla qualità dei suoi risultati estetici, si traduce sempre in un rischio aggiuntivo per la futura conservazione dell’opera, a meno che non sia accompagnato, ma ancor meglio preceduto, da tutto quanto occorra per rendere idoneo a  fine conservativo l’ambiente di cui l’opera stessa è partecipe. Sulla priorità, rispetto agli interventi di restauro, degli interventi di bonifica ambientale, c’è o dovrebbe esserci da tempo  il consenso di tutti.
(...) Tuttavia, la generalità dei restauri continua ad essere condotta senza rapporto alla qualità degli ambienti di

l) La principale motivazione delle strategie di Mnemosyne (tra le quali ha priorità il PROGETTO ECOLOGIA PER L'ARTE) è da rintracciare proprio nell’orientamento a saper sviluppare processi culturali e scientifici che possano contribuire alla continuità delle proposte di Giovanni Urbani, in modo che tali proposte possano essere fattivamente riconsiderate e trasformate in progetti; a cominciare da quanto attiene la qualità della progettazione degli interventi di conservazione e di quanto debba prepararli e seguirli.
m)Il PROGETTO ECOLOGIA PER L'ARTE, infatti, persegue soprattutto la definizione dei processi più congrui ad accertare le cause dello stato di conservazione dei materiali di storia e d’arte, in modo da poter promuovere le strategie (di intervento e, precipuamente, di stabilità microclimatica) più adeguate a limitare la diffusione e l’incidenza di tutti i fattori di degrado e a promuovere le condizioni che – il più naturalmente possibile – incrementino le condizioni della durabilità dei materiali di storia e d’arte.
n) Per conseguire i propri obiettivi l’Istituto Mnemosyne è impegnato a programmare e condurre le strategie operative di seguito elencate.
A. Il premio annuale “Giovanni Urbani” per incentivare ricerca per la conoscenza e la limi- tazione dei fattori di degrado11.
B. I Seminari del “Ecologia per l’Arte” 12, per maturare i processi della “Scienza della Dura- bilità”.
C. L’Annuario della Durabilità del Patrimonio Storico13 e le pubblicazioni scientifiche14.
D. Gli incontri “ Le parole della salvaguardia del patrimonio storico”15.
conservazione, quando non accade che questa viene peggiorata credendo di giovare alle condizioni di “fruibilità” dell’opera (illuminazione eccessiva), se non addirittura proprio alla sua conservazione (impianti di riscaldamento o opere d’isolamento irrazionali). (...) Il principale vantaggio di un accurato studio dello stato di un’opera d’arte, in rapporto alle caratteristiche del suo ambiente di conservazione, sta nel fatto che le indicazioni da trarne ai fini conservativi portano quasi sempre su soluzioni d’intervento non solo della massima semplicità ed economicità, ma anche tali da rendere non più urgente l’opera di restauro propriamente detta, o quanto meno da ricondurla nei limiti di un’ordinaria manu- tenzione.
11 Il primo concorso è stato bandito il 12 Settembre 2007 . Il 21  Ottobre 2008sono stati premiati i primi vincitori: la dr.ssa DARIA CONFORTIN (Università degli Studi di Padova) per la Tesi: SPETTROSCOPIE EPR E NMR APPLICATE AI BENI CULTURALI. ANALISI DEL DEGRADO DELLA CARTA; ROBERTA GIORIO (Università degli Studi di Padova)  per la Tesi:  STUDIO SULLA CONDENSAZIONE DEL VAPOR D’ACQUA SULLE SUPERFICI E NEI PORI DEI MATERIALI LAPIDEI; PAOLA SEMPRINI (Università degli Studi “Carlo Bo” di Urbino) per la Tesi: UN APPROCCIO MULTIDISCIPLINARE  ALLO STUDIO DEL DEGRADO DELLE COLONNE DEL CORTILE D’ONORE NEL PALAZZO DUCALE DI URBANIA.
12 Con il Progetto ECOLOGIA PER L’ARTE, L’Istituto Mnemosyne ha dato continuità ai Seminati del PROGRAMMA DURABILITÀ avviati dalla Scuola Superiore della Fondazione Civiltà Bresciana nel 2001. I Seminari fin qui attuati sono: 1) INTRODUZIONE ALA DIAGNOSTICA NON DISTRUTTIVA PER LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE DEL MUSEO ITALIA; 2) ESPERIENZE DI MANUTENZIONE NELLE FABBRICHE DELLE CATTEDRALI EUROPEE; 3) PROGETTARE IL RESTAURO: IL PRIMA E IL DOPO; 4) ANTICHE ROCCHE MILITARI DA STRUMENTI DI DIALOGO A SPAZI DI DIALOGO PER LA NUOVA EUROPA: ESPERIENZE DI RECUPERO E DI NUOVA UTILIZZAZIONE; 5) LO STATO DELLA RICERCA SCIENTIFICA PER LA RIDUZIONE DEL DEGRADO PRODOTTO DAGLI INQUINAMENTI SUL PATRIMONIO STORICO; 6) QUALE RICERCA STORCA E SCIENTIFICA PER LA DURABILITÀ DEL PATRIMONIO STORICO?
13 Mnemosyne ha già pronti quindici saggi per il primo numero, che potrà essere edito soltanto con sufficienti finanziamenti.
14 Fin qui sono state edite due pubblicazioni (entrambe accolte tra i QUADERNI DEL CENTRO DI STUDIO E RICERCA DELLA FACOLTÀ DI INGEGNERIA DELL’UNIVERSITÀ DI BRESCIA PER LA CONSERVAZIONE  E IL RECUPERO DEI BENI ARCHITETTONICI E AMBIENTALI):
- ISTITUTO MNEMOSYNE, I fattori ambientali che incrementano il degrado dei materiali di storia e d’arte della Valle del Garza, a cura di Pietro Segala, Brescia,  Edizioni Mnemosyne, 2005, pagg. 56;
- ISTITUTO MNEMOSYNE, Codici per la conservazione del patrimonio storico: cento anni di riflessioni “grida”e Carte, a cura di Ruggero Boschi e Pietro Segala, Firenze, Nardini Editore, 2006, pagg. 334.
15 La prima serie di Incontri è stata svolto preso l’Università Cattolica di Brescia nei quattro Mercoledì di Ottobre 2006 e hanno svi- luppato gli argomenti: CONSERVARE PER CONOSCERE; IL CONTROLLO DEI FATTORI DI DEGRADO; RICERCA STORICA E RICERCA SCIENTIFICA PER LA SALUTE DELL’ARTE; QUALE SALVAGUARDIA PER I TERRITORI STORICI?

E. Il coordinamento dei centri di analisi dei fattori di degrado e delle loro influenze sui materiali di storia e d’arte e l’avvio di uno specifico “Centro di Assistenza Scientifica per l'Arte”; cioè, una vera e propria C.A.S.A. per la salvaguardia del patrimonio storico.
F. Il censimento delle condizioni ambientali che, soprattutto negli edifici storici, influenza-
no lo stato di conservazione dei materiali di storia e d'arte.
G. Ricerca, formazione e aggiornamento per la promozione delle condizioni della durabilità
dei materiali di storia e d’arte.
Brescia, Gennaio 2010



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